Assisi
25 km
30 min

La città natale di San Francesco

Se si prosegue sulla SS444 da Grello si raggiunge Assisi, attraversando la magnifica natura del Monte Subasio. Arrivando alle spalle della città, si può ammirare la superba rocca Maggiore che è stata ricostruita nel 1367 dal cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale.

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Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spicca la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini. Vista da lontano sembra una roccaforte unica ma è in realtà composta da due chiese sovrapposte: la Basilica inferiore e quella superiore e una cripta con la tomba del Santo: semplice, scavata nel muro e circolare come il Santo Sepolcro, c’è l’urna di pietra rinchiusa da sbarre in due griglie di ferro nella quale fu trovato il corpo del santo. Sopra la tomba brucia una lampada con l’olio offerto ogni anno da una regione italiana diversa.

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La basilica di Santa Chiara: non si può comprendere l’importanza della Basilica di Santa Chiara senza accennare al rapporto della santa di Assisi con San Francesco: affascinata dalla predicazione di San Francesco, a 18 anni fuggì dalla sua ricca famiglia per unirsi a Francesco e ai primi frati presso la chiesetta di santa Maria degli Angeli, già da allora chiamata Porziuncola. Ben presto si trasferì nella chiesa di San Domenico dove raggiunta dalle sorelle Agnese e Beatrice e dalla madre, fondò l’Ordine delle Clarisse. Qui visse e morì dopo 42 anni. La chiesa di Santa Chiara fu costruita subito dopo la morte, proprio vicino all’antica chiesa di San Giorgio, che fino al 1230 aveva custodito le spoglie di san Francesco. Le spoglie della santa vennero traslate già nel 1260 ma la consacrazione ufficiale avvenne nel 1265. La Chiesetta è in stile gotico-umbro, con un interno a tre navate: dietro l’altare c’è l’Oratorio con il Crocifisso che parlò a San Francesco nell’Eremo di San Damiano e fu alla base della sua scelta di vita. Dietro una grata ci sono alcune importanti reliquie della santa e di San Francesco. Dalle scale, situate a metà Basilica, si accede anche alla Cripta con il corpo della Santa. Dietro ad una grata ci sono i resti mortali di S. Chiara conservati in un sarcofago in pietra del Subasio.

La romanica cattedrale di San Rufino è la chiesa più antica di Assisi e si ritiene sorga nello spazio dove c’era l’antico Foro Romano e nello stesso luogo in cui esisteva un tempio dedicato alla Bona Mater (o Cerere dea delle messi). Costruito nel XII secolo fu dedicato a San Rufino vescovo e martire del III secolo.
Si ritiene che qui furono battezzati San Francesco e Santa Chiara. In questa chiesa, inoltre, San Francesco fece la sua prima predicazione.
La facciata è considerata il più bell’esempio di gotico-umbro, austera, con tre rosoni e tre portali. La lunetta ospita il Cristo in trono tra il sole e la luna, la Madonna che allatta a sinistra e San Rufino a destra.
Nel Duomo c’è anche una cripta che ospita un piccolo museo con reperti trovati ad Assisi e il primo sarcofago che ha ospitato le spoglie del santo. Più che una cripta è una vera chiesa sotterranea, molto affascinante che vale la pena visitare.

Sulla piazza del Comune si trovano il palazzo dei Priori, il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo con la torre Civica e il cosiddetto tempio di Minerva, l'edificio romano più conservato dell'intera regione, realizzato tra il 40 e 30 a.C.

Nelle immediate vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco:

      • l'eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco sulle pendici del Subasio, Molti dei racconti legati alla vita del Santo, come la predica agli Uccelli si ritiene che si siano svolti qui. L’Eremo è un luogo meraviglioso che merita una mattinata o un pomeriggio. Siamo a soli 4 km dal centro, nel cuore del Monte Subasio, in un bosco fitto e silenzioso. Ed è proprio per questo che da sempre i religiosi hanno cercato “riparo” in questo luogo: lo stesso nome, “Carceri”, non significa prigione ma viene dal latino Carcer che significa “luogo solitario”. In origine erano solo delle poverissime (e freddissime) cellette scavate nella roccia; poi, nel corso dei secoli, sono state aggiunte le parti che ancora oggi possiamo ammirare. Si parte dal piccolo chiostro con il pozzo di San Francesco da cui, secondo la leggenda, San Francesco fece sgorgare acqua. Da qui si accede al conventino, le originarie celle dei religiosi aggrappate alla roccia del monte. Si passa alla Cappella di S. Maria Maddalena e all’Oratorio di S. Maria dove San Francesco si ritrovava per la preghiera in comune. Si arriva quindi al luogo più spirituale dell’Eremo, la Grotta di San Francesco. Sulla nuda e fredda pietra di questa cella il Santo dormiva e pregava. Un ponte collega l’Eremo alla selva dove sono ancora visibili le grotte dove pregavano San Francesco e gli altri compagni del Santo.
      • il convento di San Damiano, si trova poco distante dal centro storico di Assisi. La chiesa, costruita tra l'VIII ed il IX secolo in onore del santo medico Damiano, nel 1030 era importante priorato benedettino. In seguito, venne progressivamente abbandonata. San Francesco proprio in questo luogo udì per la prima volta la voce di Cristo. Il Crocifisso, oggi custodito nella basilica di Santa Chiara, disse al santo "Francesco, và e ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina" (alludendo alla crisi della Chiesa). Il santo da queste parole ricevette forza e conferma nella sua vocazione. Il primo restauro della chiesa di San Damiano è stato compiuto proprio da san Francesco che nel 1212 vi accolse santa Chiara e le sue compagne e qui compose il Cantico delle Creature. Le Clarisse edificarono un piccolo dormitorio e rimasero a san Damiano fino al 1260, poco dopo la morte di santa Chiara. La semplice facciata della chiesa è preceduta da un ampio portico; nella parete superiore si apre la porta dalla quale santa Chiara mise in fuga i Saraceni mostrando l'ostensorio. Sotto il portico, a destra, si trova la cappella di San Girolamo dove sono visibili affreschi di Tiberio d'Assisi (1517) con la Madonna col Bambino tra San Francesco, Santa Chiara, San Girolamo e San Bernardino. Sulla parete di fondo San Sebastiano e San Rocco (1522). L'interno è a navata unica. Entrando, subito a destra, è possibile vedere la finestrella dalla quale Francesco gettò i denari rifiutati per il restauro della chiesa. L'episodio è qui ricordato da un ignoto pittore trecentesco. Poco più avanti si apre la cinquecentesca cappella che ospita un Crocifisso ligneo, intagliato da fra' Innocenzo da Palermo nel 1637. Su di un lato sono visibili due vetri istoriati che evocano il Cantico delle Creature. Nell'altare delle reliquie è conservata la scatola d'avorio in cui santa Chiara teneva il Santissimo Sacramento. Il catino absidale della chiesa è decorato da affreschi di un ignoto pittore umbro del XIV secolo, con San Damiano, San Rufino e Madonna col Bambino. Al di sotto, un coro ligneo del 1504. Sopra l'altare maggiore è collocata una copia del Crocifisso che parlò a san Francesco. Adiacente alla chiesa si trova la sagrestia; al suo interno un piccolo vano fu il rifugio di san Francesco inseguito dal padre. Attraverso una scala si raggiunge l'oratorio costituito da una piccola camera con absidiola, dove alloggiò santa Chiara inferma. La conca absidale è decorata da affreschi del XIV secolo. A destra, pochi scalini conducono al dormitorio, una croce segna il luogo della morte della santa, 11 agosto 1253.
      • l'imponente basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita tra il 1569 e il 1679 per proteggere la Porziuncola, la piccola chiesa che accolse la prima comunità dei francescani. La chiesetta prende il nome da “Portiuncula”, che letteralmente indica la piccola porzione di terreno su cui sorgeva. Questa chiesetta fu una delle prime tre ad essere restaurate dal Santo che ne fece il centro del Francescanesimo: qui ha la visione in cui Gesù gli conferisce l’Indulgenza conosciuta come “Indulgenza della Porziuncola” o “Perdono di Assisi”, approvata poi dal Papa Onorio III. Alla Porziuncola raduna ogni anno i suoi frati che vanno in giro per il mondo ad annunciare il Vangelo. Nella Basilica c’è anche la cappella del Transito, un vano in pietra in cui si trovava l’infermeria del convento, dove San Francesco passò gli ultimi giorni della sua vita e morì la notte tra il 3 ed il 4 ottobre 1226. Infine, un luogo simbolico pieno di fascino: il Roseto con le rose in cui San Francesco si rotola per combattere contro il dubbio e la tentazione. Secondo il racconto, le piante a contatto con il corpo del santo perdono le spine dando origine alla “Rosa Canina Assisiensis“, che ancora oggi continua a fiorire solo alla Porziuncola. La visita non può dirsi completa senza entrare nel museo che ospita poche ma straordinarie opere: una tavola raffigurante san Francesco attribuita al Cimabue; il Crocifisso di Giunta Pisano (1236); il San Francesco e Angeli del Maestro di San Francesco (sec. XIII);  la Madonna del Latte, una splendida scultura in pietra policroma e un dossale in terracotta invetriata, opera di Andrea della Robbia (1475). Nel museo c’è anche il  Conventino, le celle in cui vivevano i frati che oggi ospitano mostre di arte sacra contemporanea.

Più informazioni potete visitare : https://www.visit-assisi.it/